Le regole auree per creare nuove abitudini

Le abitudini vengono spesso considerate un elemento negativo, ma ci sono delle situazioni in cui possiamo utilizzarle per migliorare, facendo attenzione e modificando quelle che abbiamo già.

Cosa pensiamo delle abitudini

Le abitudini di solito vengono viste come fattori limitanti: “La tua è un’abitudine”, “Come sei abitudinario!” “cattiva abitudine”.

Il vocabolario ci mostra i risvolti dell’abitudine:

Valenza negativa: Tendenza a ripetere, assuefazione.
Ma leggendo attentamente si ritrova il risvolto positivo: disposizione, rinnovata esperienza, adattamento.

Quindi possiamo utilizzare un’abitudine per fare delle azioni positive in maniera automatica e mantenerle. Inoltre le abitudini ci avvolgono in quella comoda coperta che è la famigerata comfort zone!
Probabilmente sono l’unica consulente che nel XXI secolo dice di crearsi una confort zone invece di uscirne. Ma non amo il bianco e nero e quindi mi piace trovare le varie sfumature delle cose.

Come crearsi una nuova abitudine

Uno dei trucchetti più importanti, come spiega Charles Duhigg, riguarda la creazione di un certo percorso delle abitudini. In parole semplici ogni abitudine si fonda su un circolo di segnale-routine-gratificazione.
Ecco un esempio su una abitudine molto cara a noi italiani: il caffè.

Il circolo delle abitudini

Per  creare o cambiare delle abitudini è fondamentale individuare il segnale scatenante, così come la gratificazione che percepiamo.

Appena si riesce a vedere il proprio “circolo” bisogna intervenire sul segnale e sulle gratificazioni.

Ecco quindi le semplici regole auree delle abitudini:

AVVIARE UNA NUOVA ABITUDINE

Bisogna individuare un segnale che associamo a quella specifica routine e innescarlo quando serve.
Dobbiamo fornirci una gratificazione ben convincente per noi da rilasciare a routine compiuta.

CAMBIARE UNA VECCHIA ABITUDINE

Poichè non è possibile sradicare un’abitudine, bisogna modificarla. Si deve utilizzare lo stesso segnale ela  stessa gratificazione ma cambiare la routine.
Tuttavia spesso questo non basta, serve un altro fattore: credere che il cambiamento sia possibile.
Questa credenza poi è rafforzata dall’influenza del gruppo.

Queste semplici regole auree hanno bisogno di esempi, ne fornirò strada facendo nei prossimi articoli di Bene Quotidiano. Per non perderli, ci si può iscrivere alla newsletter.

 

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